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Tremezzo

MUNICIPIO - via P.Peduzzi n. 1 - 22019 Tremezzo (CO)


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panoramaLa fascia costiera del ramo occidentale del Lago di Como, che va da Campo di Lenno a Cadenabbia, è conosciuta come Tremezzina. La zona prende il nome dal paese di Tremezzo che si trova a metà strada tra Como e la fine del lago. Il paese si estende dalle rive del lago al retroterra collinare, ai piedi del monte Crocione, con le sue frazioni di Bolvedro, Susino, Balogno, Viano, Intignano e Rogaro. Si può così affermare che Tremezzo ha due anime: l'una rivierasca e l'altra collinare, ma entrambe di grande bellezza e suggestione, che offrono la possibilità di un'ampia scelta di percorsi egualmente interessanti.

BOLVEDRO Per chi giunge da Como, la zona a lago di Tremezzo ha inizio con la frazione di Bolvedro. Il luogo era già noto nel Medio Evo per una Domus Umiliata, documentata a partire dal 1279, aggregata a quella di Rondineto nel 1366, ampliata nel 1452, ma decaduta nel 1472. La frazione si affaccia al suggestivo golfo naturale di San Lorenzo, piccolo porto di attracco per imbarcazioni da diporto, che ospita due ville settecentesche e una villa di grande interesse architettonico moderno. Villa La QuieteFu costruita all'inizio del 1700 per conto dei Duchi Del Carretto d'origine Piemontese. L'edificio è in stile tardo barocco con giardino antistante all'italiana. In questa villa soggiornò per lunghi anni il grande poeta Giuseppe Parini, precettore dei figli di Gian Galeazzo Serbelloni che aveva acquistato la villa per adibirla a dépendance per servitù e ospiti. In seguito la villa passò in proprietà alla famiglia Brentano Grianta che, nel 1813, l'arricchì con l'aggiunta del superbo imbarcadero, opera di Francesco Bernardino Ferrari. Fu poi acquistata dalla famiglia Brusca e, infine ai Conti Sola Cabiati. Villa CarliaFu edificata a partire dal 1676 ad opera di Antonio De Carli, dal quale prese il nome. La villa è situata su un'altura confinante con Villa La Quiete. Durante il Settecento e l'Ottocento subì numerose modifiche, ma ciononostante conserva un'architettura dalle linee pulite. Notevole e imponente è la scalea di acceso alla villa e ben conservato è anche il giardino. La costruzione passò in proprietà ai Conti Albertoni - Pirelli e recentemente è stata trasformata in appartamenti residenziali Villa AmilaFu edificata nel 1927 su progetto del razionalista Architetto Pietro Lingeri, per conto dell'Associazione Motonautica Italiana Lario. Ciò spiega la particolare forma "a nave" dell'edificio e la sua ubicazione diretta a lago. Nonostante i numerosi interventi atti a trasformarla in villa residenziale, conserva ancora l'ardito equilibrio tra le istanze razionalistiche e l'aggiornamento secondo Le Corbusier.


panoramaROGARO La frazione di Rogaro è l'anima collinare di Tremezzo poiché si stende sul pianoro che lo domina. L'abitato si divide in una parte moderna, formata da villette residenziali, e il nucleo antico di Rogaro costituito da case cinque-settecentesche raggruppate attorno alla chiesetta di stile barocco dedicata a Santa Maria. La chiesa custodisce il simulacro ligneo della Madonna Nera che la tradizione vuole sia stata trafugata dalla Basilica di Einsilden nel 1517. Pare che durante la rivoluzione Luterana, che coinvolse anche la Svizzera, per sottrarre la statua dalla profanazione dei protestanti, la famiglia Achler riuscì a nasconderla e a trasportarla fino a Rogaro, dove la famiglia si stabilì definitivamente. Il simulacro fu donato alla comunità e custodita nella piccola chiesa di Santa Maria. L'altare ligneo con Crocifissione è dominato dalla statua della Madonna Nera. Alle pareti si possono ammirare due tele settecentesche raffiguranti La Messa di San Gregorio e Il Martirio di San Pietro Toma. Antistante la chiesa si apre una piazzetta che ha le caratteristiche di un Campiello veneziano. Poco distante dal nucleo antico, si ergono le rovine di una torre Medievale che testimoniano l'appartenenza del paese al sistema difensivo dell'Isola Comacina. Nel 1984 fu costruita una strada di collegamento che attraverso la piana di Rogaro e Brughée congiunge Tremezzo a Griante e Cadenabbia. Da Rogaro e da Brughée si diramano i sentieri montani che conducono ai Monti di Nava, al Monte Crocione e a San Martino sopra Griante.

CENNI STORICI E' probabile che il paese di Tremezzo sia stato fondato durante la colonizzazione romana del Comasco. Di certo in quell'epoca, in questa zona, esisteva uno dei pilastri miliari posti lungo la Strada Regia (l'attuale via Regina) tracciata dai Romani su percorsi preesistenti per facilitare la loro espansione militare verso l'Europa centrale. Nel Volumen Magnum Statuta Cumarum è citato l'antico toponimo del luogo come Pilastrum Sancti Laurentii, che corrisponde al luogo dell'attuale chiesa Parrocchiale di San Lorenzo. Altre testimonianze della presenza Romana sono le incisioni e le coppelle rinvenute a Volesio nel 1946 e le tombe ad inumazione scoperte ad Intignano nel 1967. Tuttavia, il nome di Tremezzo compare documentato per la prima volta intorno all'anno 1000 d.C. Nel Medio Evo, il paese faceva parte del sistema difensivo dell'Isola Comacina e per questa ragione fu distrutto e incendiato dai Comaschi nel 1169. In ricordo di questo tragico evento fu elaborato lo stemma araldico del Comune, nel quale l'Araba Fenice simboleggia la rinascita di Tremezzo dalle ceneri della devastazione per diventare uno dei luoghi più belli e conosciuti del lago di Como.

LA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN LORENZO L'edificio è d'origine Medievale e sorge sulla parte settentrionale del golfo di San Lorenzo. Nel 1609 furono rifatte le volte ad opera di Giovanni Antonio De Matis e di Bernardino Giulino. La chiesa fu ampliata tra il 1685 e il 1686, ma poi fu integralmente ricostruita tra la fine dell'ottocento e il 1934. L'attuale costruzione è in stile neogotico con un grande campanile. All'interno si possono ammirare gli altari eclettici e diverse opere della chiesa barocca. Tra quelle più significative sono: la Pala di Federico Bianchi raffigurante la Madonna col Bambino e Sant'Antonio da Padova, custodita nella terza cappella a sinistra. La Pala di Giuseppe Bartolomeo Chiari raffigurante Sant'Antonio Abate, San Rocco e San Sebastiano, custodita nella terza cappella a destra e che costituisce un notevole esempio di barocco romano databile attorno al 1740. Gli altari dipinti sono di epoca sei-settecentesca. Nella seconda cappella a sinistra si trova l'altare eclettico della Madonna del Rosario, costruito con materiale di recupero settecentesco.

LA CHIESA DI SAN PIETRO A BALOGNO - VOLESIO La chiesa risale al XI secolo a struttura Romanica preceduta da un portico e risulta assai manomessa e in grave degrado. La navata unica è in schietto Barocco con pavimentazione originale. Alle pareti sono posti due dipinti secenteschi, coevi della Pala d'Altare raffigurante la SS. Trinità e i santi Pietro e Paolo. Il Presbiterio risale al settecento come pure la balaustra, gli stucchi, il tondo superiore trasformato in Gesù che incorona San Pietro, il paliotto a scagliola e le tele laterali raffiguranti il Rinnegamento di Pietro e la Liberazione di San Pietro.

LA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO La costruzione è situata nella zona a lago, di fronte all'attracco per i battelli, ed è documentata a partire dal XII secolo. Dell'edificio originale restano solo alcune parti della struttura in pietra, visibili sul lato sinistro esterno al presbiterio. La chiesa attuale è il frutto di un restauro in epoca barocca, mentre al tardo settecento appartiene l'altare a colonne tortili. Del Settecento sono anche le tele raffiguranti Il riposo durante la fuga in Egitto e la Sacra famiglia con Santa Elisabetta, entrambe con cornici alla maniera fiamminga. All'Ottocento risalgono la Pala Maggiore raffigurante il Martirio di San Bartolomeo, il Crocifisso della cappella a destra e l'affresco della volta che è stato pesantemente ripreso in epoca recente.


panoramaVILLA CARLOTTA. La villa fu edificata agli inizi del 1700 per conto del Marchese Giorgio Clerici di Milano, di professione banchiere. Nel 1804 la villa passò in proprietà al Conte Giambattista Sommariva di Lodi, che l'arricchì con preziose opere d'arte e con l'arricchimento del primo giardino, progettato all'italiana con grottesche, secondo l'uso dell'epoca. Nel 1844 la villa fu acquistata dalla Principessa Marianna di Prussia, che ne fece dono alla figlia Carlotta quando sposò il Principe Giorgio II di Sachsen Meiningen. Per volontà della Principessa Marianna, la villa prese il nome di "Carlotta".Giorgio II di Meiningen, apportò parecchie modifiche sia alla villa sia al parco. Quest'ultimo fu ampliato enormemente e progettato secondo lo stile dei giardini Inglesi, e arricchito con piante esotiche rare e con azalee e rododendri che, ancora oggi, sono l'attrazione principale del parco.




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