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Le guerre di successione - La Rifoma e Controriforma

Nel 1300, ad eccezione dell'alto lago, il territorio Lariano faceva parte del Ducato di Milano governato dagli Sforza e, in seguito, dai Visconti che lo riorganizzarono amministrativamente. Alla fine del 1400 ebbero inizio le sanguinose guerre in territorio Lombardo per la successione al Ducato di Milano, guerre che si protrassero fino alla pace di Cambrai firmata il 28 Agosto 1529. Dalle Alpi scesero i Grigioni, un popolo Svizzero in lotta i Francesi i quali, a loro volta, combattevano contro gli Ispano-Tedeschi per il possesso del Ducato di Milano. Il territorio Lariano diventò un campo di battaglia, ma soprattutto terra di invasioni e scorrerie che portarono distruzioni e pestilenze. E' in questo contesto che si instaura, seppure come episodio marginale, un avvenimento storico che risultò tragico per il paese di Griante, che all'epoca apparteneva territorialmente a Tremezzo, legato alla figura di Giovanni del Matto di Brenzio. Nativo della Pieve di Dongo, già soldato della Repubblica Veneta, egli fu in seguito ammiraglio di una flotta personale che praticava la pirateria lacuale. Politicamente egli si alleò con i Grigioni che gli affidarono il comando di una colonna mista, formata da Lanzichenecchi e da soldati italiani di fede imperiale, con il compito di conquistare Como. Sconfitto a Borgo Vico a causa della defezione dei Lanzichenecchi, egli cercò riparo nel suo castello di Griante dove fu inseguito dai Comasco-Francesi, fatto prigioniero e giustiziato nel 1521. La morte di Giovanni del Matto non portò la tranquillità sulle rive del Lario. Un'altra figura di masnadiere, Gian Giacomo de' Medici, detto il Medeghino, che aveva combattuto agli ordini del Matto, ne prese il posto e imperversò sulle acque Lariane fino al 1532. In seguito egli diventò un celebre capitano di ventura e fu nominato signore di Musso e Marchese di Marignano. In questo periodo turbolento sul territorio s'istaurarono anche guerre a sfondo religioso. I Grigioni, che avevano abbracciato il protestantesimo Luterano, nel tentativo d'imporre la nuova religione alle popolazioni lacustri, incendiarono le chiese e gli archivi dei paesi del nord e del centro Lario, distruggendo e razziando gli arredi sacri. In gran segreto, alcuni volonterosi nascosero in grotte montane di difficile accesso, dove rimasero dimenticate per oltre un secolo, gli oggetti più preziosi e, soprattutto, le statue raffiguranti la Beata Vergine. Dopo il Concilio di Trento, fallito il tentativo di riconciliazione con i protestanti e ricacciati i Grigioni oltralpe, con l'avvento della Controriforma nella regione subalpina fu incentivata la costruzione dei Sacri Monti come barriera contro il diffondersi del Luteranesimo. Fu durante questo periodo che si verificarono i molti ritrovamenti di effigi sacre che diedero origine alle leggende legate alla costruzione dei santuari Mariani della zona. Nel '500, il vescovo di Como Feliciano Ninguarda negli atti della visita pastorale scrive: "...visitato l'Oratorio della Santa Maria detta del Soccorso in monte, sopra Usutio (Ossuccio n.d.r.), della pieve dell'Insula; è di lontano dalla collegiata per un miglio e mezzo di via ardua. Prima vi era un capitello con una immagine della Beata Vergine che ancora si vede, et per alcuni miracoli de sanamenti d'infermi è poi accresciuto in forma di chiesa ..". Quando fu decisa la costruzione del Sacro Monte di Ossuccio esisteva già la chiesa della Madonna del Soccorso. Come per gli altri Santuari, anche quello di Ossuccio è stato costruito dove già in precedenza esisteva una cappella eretta in onore di una statua della Beata Vergine, alla quale venivano attribuite doti taumaturgiche, che a sua volta fu edificata sovrapponendola ad un luogo di culto pre-cristiano.

 




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